Quanto costa davvero la mancata sicurezza sul lavoro?
La risposta arriva dal nuovo studio INAIL “Il costo dei danni da lavoro per l’Azienda Italia”, che aggiorna la valutazione dell’impatto economico e sociale degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali.
Il dato è significativo: nel 2023 il costo complessivo è stato stimato in 49,2 miliardi di euro, pari al 2,31% del PIL nazionale.
Una cifra che aiuta a comprendere come la salute e sicurezza sul lavoro non rappresentino esclusivamente un obbligo normativo o un tema di responsabilità sociale, ma costituiscano anche una vera e propria variabile economica e organizzativa per imprese e pubbliche amministrazioni.
Quanto costa un infortunio?
Secondo l’analisi INAIL, il costo complessivo è composto da circa 12,5 miliardi di euro di costi assicurativi, oltre 23 miliardi destinati alla prevenzione e circa 13,4 miliardi di costi conseguenti non assicurativi.
Particolarmente significativo è anche il costo medio stimato per singolo evento: circa 33 mila euro per un infortunio sul lavoro e oltre 61 mila euro per una malattia professionale.
Dietro questi valori non ci sono soltanto indennizzi e prestazioni assicurative.
Un evento infortunistico può determinare assenze, interruzioni dell’attività, perdita di produttività, necessità di sostituire personale, riorganizzazione delle lavorazioni, danni ad attrezzature e impianti, ritardi, costi amministrativi e legali e possibili conseguenze sull’immagine dell’organizzazione.
Più prevenzione, meno infortuni
Uno dei dati più interessanti dello studio emerge dal confronto con il 2009.
Tra il 2009 e il 2023 gli infortuni riconosciuti dall’INAIL sono diminuiti del 37%, mentre il costo complessivo degli eventi lesivi, riportando i valori del 2009 ai prezzi del 2023, si è ridotto di circa 13,9 miliardi di euro.
Parallelamente è cresciuto il peso degli investimenti destinati alla prevenzione.
È un cambiamento importante perché rafforza un principio sul quale da anni si fondano le moderne strategie di gestione della salute e sicurezza:
la prevenzione non deve essere considerata un costo improduttivo, ma un investimento.
Dalla sicurezza “documentale” alla sicurezza organizzativa
Per le aziende, tuttavia, investire in prevenzione non significa semplicemente produrre documenti o adempiere formalmente agli obblighi previsti dalla normativa.
Una prevenzione realmente efficace richiede un sistema capace di integrare valutazione dei rischi, organizzazione, formazione, informazione, addestramento, sorveglianza sanitaria, manutenzione, procedure operative e controllo nel tempo delle misure adottate.
Il Documento di Valutazione dei Rischi rappresenta quindi un punto di partenza, non il punto di arrivo.
La vera sfida è trasformare quanto individuato nella valutazione dei rischi in comportamenti, procedure e strumenti concretamente applicati durante il lavoro.
La sicurezza come elemento di competitività
Un’organizzazione che investe correttamente nella prevenzione non tutela soltanto i propri lavoratori.
Può ridurre interruzioni e inefficienze, migliorare l’organizzazione dei processi, accrescere la consapevolezza del personale e contribuire alla continuità operativa dell’impresa.
È proprio questo uno dei messaggi più rilevanti che emerge dall’analisi INAIL: sicurezza, produttività e sostenibilità economica non sono obiettivi contrapposti.
La prevenzione, se inserita realmente nei processi decisionali dell’organizzazione, può diventare parte della qualità stessa dell’impresa.
Il ruolo della consulenza
In questo scenario cambia anche il ruolo del professionista della sicurezza.
L’obiettivo non può essere limitato al semplice adempimento formale, ma deve essere quello di accompagnare l’organizzazione nella costruzione di un sistema di prevenzione proporzionato alle sue dimensioni, alle attività svolte e ai rischi effettivamente presenti.
Analizzare i processi, individuare le criticità, programmare gli interventi, formare le persone e verificare periodicamente l’efficacia delle misure adottate significa trasformare la sicurezza da obbligo normativo a strumento di gestione.
Ed è probabilmente questa la prospettiva più importante suggerita dai nuovi dati INAIL:
prevenire significa prima di tutto proteggere le persone. Ma una buona prevenzione protegge anche l’organizzazione, la sua continuità e il suo futuro.
Fonte: INAIL – “Il costo dei danni da lavoro per l’Azienda Italia”, settembre 2026.